Renzimaio e il servizio pubblico

“Non a caso la vicenda di Di Maio non è stata tirata fuori dal servizio pubblico, ma dalle Iene”. Questo è un passaggio della e-news settimanale scritta dall’ex premier Matteo Renzi e uscita ieri.

In quel passaggio Renzi sta polemizzando con il vicepremier Luigi Di Maio e sul caso tirato fuori dalle Iene sui quattro lavoratori pagati in nero dal padre e su un presunto abuso edilizio nella sua casa natale.

Il testo scritto dall’ex premier continua con un attacco diretto ai 5 stelle (“hanno creato un clima infame” copyright Bettino Craxi) e allo stesso Di Maio (“deve spiegare per quale ragione ha accettato di fare il prestanome al padre”). Tutto nella norma, un normale scontro politico.

L’ex Presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi

La frase che mi ha fatto riflettere però è quella che ho messo in cima a questo post. Renzi in quel passaggio dà per implicita una cosa precisa: il servizio pubblico Rai oggi non potrebbe scoprire il caso della famiglia Di Maio perché “controllato” dai 5 Stelle. Questo è il “sottointeso” di quel “non a caso la vicenda Di Maio non è stata tirata fuori dal servizio pubblico”.

Ma perché, mi chiedo, quando governava Renzi le nomine Rai chi le faceva? Chi aveva designato i direttori di rete, dei tg e aveva (eufemismo) un certo diritto di parola sui conduttori dei talk show?

Dai tempi dei tempi la televisione pubblica è controllata dai partiti di governo e, sia detto, è una prassi odiosa e solo italiana. Ma come mai Renzi si sveglia soltanto adesso che è all’opposizione?