Diciotti, sul voto in giunta si gioca la partita del governo

“Mi aspetto il voto contrario del Movimento 5 Stelle e dell’intero Senato”.

Per capire come mai in questi giorni si sta parlando così tanto del caso Diciotti e della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini, bisogna partire da questa dichiarazione di oggi pomeriggio. A pronunciarla è stato lo stesso titolare del Viminale.

Salvini si riferisce al voto che si terrà nelle prossime settimane in giunta per le immunità a Palazzo Madama: i senatori dovranno dire sì o no alla richiesta del tribunale dei Ministri di Catania sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini martedì sera a Di Martedì

I 5 Stelle – seguendo la linea dell’altro vicepremier Luigi Di Maio – dovrebbero votare a favore e il Pd lo stesso. Contrari la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, Salvini andrà a processo per abuso d’ufficio e sequestro di persona.

Eppure, la scelta finale della giunta non sarà così facile: un voto favorevole del M5S avrebbe ripercussioni sul governo?

Lo stesso Salvini ha esplicitamente di no, ma nei corridoi di Montecitorio nessuno ci crede. Come possono due forze politiche continuare a governare insieme dopo che una ha votato per mandare al patibolo l’altra?

In definitiva: il voto del Senato può essere la scintilla finale usata da Salvini per far cadere il governo e andare al voto?

Se il Pd vota sì, Salvini andrà a processo

«Sono arrivate in Senato le carte del Tribunale dei ministri nei confronti di Salvini. Dopo averle lette con attenzione e senza alcun pregiudizio ideologico, voterò a favore della richiesta di autorizzazione a procedere».

Il tweet è arrivato alle 17.57 di ieri e a scriverlo è stato l’ex premier, Matteo Renzi. Da un po’ il senatore di Scandicci non si prendeva il centro della scena politica. E invece ieri è stato così: se il Pd seguirà la linea del suo ex segretario – e non è detto che sia così – il ministro dell’Interno Matteo Salvini andrà a processo per abuso d’ufficio e sequestro di persona sul caso della nave diciotti.

Venerdì scorso il tribunale dei Ministri di Catania aveva chiesto al Senato (camera a cui appartiene Salvini) l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per non aver fatto attraccare la nave Diciotti con 190 migranti a bordo nello scorso agosto.

La Lega voterà no mentre i colleghi di governo del Movimento 5 Stelle hanno deciso per il sì. Se anche il Pd dovesse votare a favore, in Parlamento si verrebbe a creare un’inedita alleanza Pd-M5S per mandare alla sbarra Salvini.

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il senatore Matteo Renzi

E, come ha detto il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, questa decisione potrebbe avere delle «ripercussioni sul governo».

Un caso? Forse sì, forse no. La linea del probabile nuovo segretario del Pd, Nicola Zingaretti, infatti è chiara: nessun pregiudizio nei confronti dei 5 Stelle. E, nel caso, dialogarci anche.

Caso Diciotti, Salvini sarà processato?

Non per parlare sempre del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ma la stretta attualità politica ci impone – diciamo così – di farlo ogni giorno.

Dopo la decisione di ieri della Corte di Appello di Milano di non procedere contro la famiglia Bossi proprio grazie ad un patto scritto con Salvini, oggi è arrivata al Viminale la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di procedere contro di lui per il caso della nave militare Diciotti.

La vicenda è nota e risale al 15 agosto scorso: la nave della Guardia Costiera italiana aveva soccorso 190 persone provenienti dalla Libia e dirette verso l’Italia ma era stata costretta a rimanere in mare per cinque giorni, senza ricevere l’autorizzazione all’attracco da parte delle autorità italiane. Da lì è nata l’espressione: “Porti chiusi”. Prima, il 20 agosto, 13 migranti con problemi di salute erano stati fatti scendere a Lampedusa mentre dopo pochi giorni la nave era stata fatta attraccare nel porto di Catania.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini

A quel punto la Procura di Agrigento ha aperto un’indagine nei confronti del ministro Salvini con l’accusa di sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. Il fascicolo poi era passato per competenza territoriale a Palermo e Catania che avevano chiesto l’archiviazione per Salvini. Questa, però, è stata respinta dal Tribunale dei ministri che ha chiesto l’autorizzazione a procedere al Senato, il ramo del Parlamento a cui appartiene Salvini.

Se Palazzo Madama dovesse negare l’autorizzazione, i giudici dovrebbero rinunciare all’indagine mentre, in caso contrario, si aprirebbe il processo ordinario.

Sarà interessante capire cosa faranno adesso i senatori leghisti – evidentemente contrari – e i colleghi del Movimento 5 Stelle, da sempre favorevoli alle indagini e ai processi sugli esponenti politici.

Ci sarà un’altra – l’ennesima – rottura nella maggioranza?