Friends will be friends: disgelo tra Italia e Ue

Sono Giorgia Fenaroli e di solito scrivo sul mio blog PolicaMeme (https://politicameme.wordpress.com/). Oggi sono stata invitata sul Transatlantico di Giacomo: vi aggiornerò sulla ultime notizie su manovra, governo e Europa.

Dopo la cena tra Conte e Juncker della scorsa settimana, nel primo pomeriggio sono arrivati ulteriori segnali di distensione tra Italia e Ue. In conferenza stampa dal G20 in Argentina, il presidente della Commissione Europea ha invitato a non «drammatizzare» la questione tra Italia e Europa: «Siamo con l’Italia se l’Italia è con noi». Al centro della discussione c’è l’ipotesi di una procedura di infrazione per la violazione della regola di riduzione del debito. «L’atmosfera è buona, stiamo facendo progressi», ha dichiarato ai giornalisti. 

Anche il premier Giuseppe Conte è «ottimista», e si è detto d’accordo con il ministro dell’economia Giovanni Tria: al termine dell’incontro con il commissario europeo per gli Affari economici Pierre Moscovici a Buenos Aires, ha risposto ai giornalisti che «bisogna lavorare sull’accordo», ma è «fiducioso che l’Italia riuscirà ad evitare la procedura di infrazione».

Intanto secondo i dati Istat la crescita italiana frena ancora. Nel terzo trimestre del 2018 il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e aumentato dello 0,7% rispetto allo stesso trimestre del 2017. È il primo dato negativo dopo 14 mesi di crescita. Conte, lasciando l’hotel Hilton a Buenos Aires per raggiungere il G20, ha commentato: «Lo faremo crescere».

Manovra, il vertice a Palazzo Chigi e il dietrofront sul deficit

Per chi ha letto il post di ieri di questo blog, ecco le prime risposte.

Nella serata di lunedì a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice a cui ha partecipato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Formalmente l’incontro serviva a Conte per “riferire dell’esito dell’incontro di Bruxelles con i vertici della Commissione Europea” ma nei fatti i due leader e il responsabile dei conti pubblici italiani sapevano già tutto.

Ieri sera è stato fatto un passo avanti: discutere di come tenere il punto su reddito di cittadinanza e “Quota 100” e allo stesso tempo abbassare il deficit/Pil dal 2,4 al 2,2% come chiede la Commissione.

Ormai infatti l’obiettivo del governo è quello di recepire le richieste di Juncker e ad ammetterlo è stato in serata il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio: «credo proprio che il deficit che è in manovra scenderà» ha detto a Quarta Repubblica.

Il premier Conte e i due vice Di Maio e Salvini

Secondo le indiscrezioni delle ultime ore l’idea è quella di rinviare a giugno i 780 € ai meno abbienti e ridurre la platea dei beneficiari di “Quota 100”. Ieri sera c’è stato un primo tentativo di mediazione: si andrà avanti ad oltranza fino a che non sarà trovata una quadra.

Il vertice si è concluso intorno alle 22.15 quando Palazzo Chigi ha diramato una nota firmata da Conte, Di Maio e Salvini.

[…] Per quanto riguarda il dialogo in corso con le istituzioni europee, si è convenuto di attendere le relazioni tecniche sulle proposte di riforma che hanno più rilevante impatto sociale, al fine di quantificare con precisione le spese effettive. Le somme recuperate saranno riallocate, privilegiando la spesa per investimenti, con particolare riferimento a quelle necessarie a mettere in sicurezza il territorio e a contrastare il dissesto idrogeologico

Tradotto: prendiamo tempo per decidere ma finora abbiamo scherzato.

Manovra, cos’è la procedura d’infrazione

Tre a zero.

Il governo esce con le ossa rotte dalla giornata di ieri:

  • il primo gancio arriva in mattinata dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) secondo cui «l’Italia rappresenta un rischio per l’Europa»;
  • il montante dall’Istat che rivede al ribasso le stime di crescita del nostro paese per quest’anno (1,1 invece che 1,4%)
  • infine, in tarda mattinata, arriva la notizia già prevista: la Commissione Europea ha (“con rammarico”) confermato la bocciatura della manovra raccomandando l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia per non aver rispettato la regola sul debito. K.O tecnico.

Cos’è la procedura di infrazione?

E’ un procedimento previsto dall’articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (Lisbona, 2009) e ha la finalità di sanzionare quei paesi membri che non rispettano le regole (in questo caso economiche, ma non solo) imposte dai trattati.

L’unico paese europeo che oggi è sotto procedura d’infrazione è la Spagna ma dovrebbe uscirne il prossimo anno.

La procedura d’infrazione può portare, in caso di mancato recepimento delle indicazioni di Bruxelles, allo stadio finale dello scontro con un paese membro: le sanzioni economiche.

Due sono le regole da rispettare per essere conformi alle regole:

  1. il rapporto tra il deficit (il rapporto tra entrate e uscite dello Stato) e il Pil (la ricchezza prodotta ogni anno) non deve superare il 3%
  2. il debito non deve superare il 60% sul Pil
Cosa prevede l’articolo 126 del Trattato di Lisbona

Perché l’Italia è sotto procedura d’infrazione?

Nel comunicato rilasciato ieri dalla Commissione Europea si legge che viene confermata «l’esistenza di un’inosservanza particolarmente grave» nel documento programmatico di bilancio presentato il 16 ottobre scorso.

Nel caso dell’Italia, se viene rispettata almeno formalmente la regola del 3% (la nota di aggiornamento al Def si ferma al 2,4%), lo stesso non si può dire per il debito pubblico che supera il 130% del Pil e non accenna a scendere. Ed è per questo che la Commissione invita ad aprire la procedura d’infrazione.

Cosa succede adesso?

Formalmente niente. Ci vorranno mesi prima che l’Europa possa aprire una procedura d’infrazione (qui, potete trovare tutto il percorso) e questo avverrà solo in primavera quando l’Ue chiederà in maniera ufficiale il rientro dell’Italia dal disavanzo in eccesso. In questo caso, sono tre le possibili conseguenze della procedura:

  1. una multa tra lo 0,2 e lo 0,5 del Pil
  2. il congelamento dei fondi strutturali europei volti allo sviluppo economico e occupazionale di ogni paese membro
  3. la sospensione dei prestiti della Banca Centrale Europea (Bce)

E il governo che ne pensa?

Da mesi ormai la Commissione manda messaggi al governo gialloverde perché riveda i conti ma il trio Conte-Salvini-Di Maio da questo orecchio non vuol sentirci:

E’ arrivata la lettera dell’Ue? Adesso aspetto anche quella di Babbo Natale (Matteo Salvini)

Il governo è convinto della validità dell’impianto della manovra (Giuseppe Conte)

Ritengo che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea (Giovanni Tria)

Insomma, il governo andrà avanti. Sì, ma per dove?